Coordinamento Docenti di Laboratorio (I.T.P.)
della provincia di Bari

Al Ministro dell’Istruzione della Università e della Ricerca

e p.c Al Ministro delle Finanze

e p.c Al Presidente del Consiglio dei Ministri

e p.c Al Presidente della Repubblica

e p.c Agli Organi di Informazione

e p.c Alle Organizzazioni Sindacali

 

Oggetto: Riforma della Scuola e ridefinizione della funzione docente degli Insegnanti Tecnico Pratici della Scuola Secondaria Superiore.

 

Il giorno 24 del mese di Febbraio 2003 i sottoscritti Docenti di Laboratorio in rappresentanza dei colleghi di tutti gli istituti tecnici e professionali della provincia di Bari si sono riuniti in assemblea presso l'ITIS Marconi di Bari per costituire il COORDINAMENTO DOCENTI DI LABORATORIO di Bari, collegato al coordinamento nazionale e per discutere dell'attuale situazione della categoria alla luce del DL 1306 (Riforma della Scuola Moratti) e della funzione docente dell'I.T.P. alla luce dell'Ordine del giorno proposto dall'On. Santulli ed approvato dalla Camera dei Deputati contestualmente all'approvazione del Disegno di Legge sopra menzionato

Non è più un mistero il fatto che il MIUR abbia preso degli impegni col Governo per quanto riguarda il contenimento della spesa e che tra gli impegni assunti ci sono interventi strutturali sulle dotazioni organiche del personale docente, in special modo in quella degli INSEGNANTI TECNICO PRATICI. (Repubblica del 02/02/2002).

Nella legge delega (DL1306 ) di Riforma della Scuola, approvata dal Senato il 13 novembre 2002 e dalla Commissione Istruzione della Camera dei Deputati, tale figura docente non viene nemmeno presa in considerazione.

La futura scuola secondo tale decreto, presuppone l’esistenza di 25 ore circa di lezioni settimanali obbligatorie, e di 10 ore circa di lezioni facoltative da dedicare ai laboratori.

Considerato che i docenti di laboratorio nel loro complesso rappresentano un grande patrimonio umano, custodi di una enorme esperienza didattica di alto valore tecnico-scentifico-pratico, maturata in tanti anni di lavoro, le chiediamo: nei laboratori didattici post riforma, che futuro ha disegnato per noi Docenti di laboratorio?

L'ordine del giorno proposto dall'on. Santulli, Responsabile scuola di F.I. e relatore di maggioranza sul Disegno di Legge 268/2002, ed approvato il 20 Novembre 2002 in fatto di "Misure urgenti per la scuola, l'università, la ricerca scientifica e tecnologica e l'alta formazione artistica e musicale", esordisce dicendo:

"Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure per assicurare la razionalizzazione della spesa nel settore della scuola e la funzionalità delle sedi scolastiche,

impegna il governo

"a valutare l'opportunità di consentire agli insegnanti tecnico-pratici di transitare, a domanda, previ appositi corsi di formazione, nei ruoli del personale amministrativo tecnico ausiliario, nel limite massimo del 25 per cento dei soprannumerari e con il limite massimo di copertura del 25 per cento dei posti A.T.A. disponibili."

Noi Le chiediamo: è questo il futuro che ha in mente per noi Docenti di Laboratorio?

Essere dichiarati quanto prima tutti soprannumerari chiedendo, poi, a domanda e previo corso di formazione, di diventare ATA?

Se ricordiamo bene però, Sig. Ministro, nella Trattativa Integrativa sulla Formazione stipulata il 9 Maggio 2002 tra il suo Ministero e la delegazione sindacale, c’è l’impegno ad attuare interventi formativi a supporto dei processi di riforma, di innovazione e a sostegno dell’autonomia scolastica, con particolare riferimento ad "iniziative nazionali per la riconversione e riqualificazione del personale docente, in particolare al personale soprannumerario e agli ITP".

Va anche ricordato che il Senato, in sede di esame del Disegno di Legge n. 1306 che prevede che la formazione iniziale degli insegnanti sia di pari dignità e durata per tutti i docenti, ha approvato precisando che:

"accertato che attualmente solo una piccola parte dei docenti della scuola dell'infanzia è in possesso di laurea; previsto che la disposizione contenuta nell'articolo 5, comma 1, lettera a), determinerebbe per molti anni nella scuola dell'infanzia la compresenza di docenti in possesso di titoli di studio qualitativamente molto diversi, impegna il Governo:

  1. ad adeguare in modo progressivo la durata della formazione iniziale dei docenti della scuola dell'infanzia;
  2. ad istituire, nel contempo, corsi di aggiornamento presso le università per docenti in possesso di diplomi di scuola secondaria di secondo grado di durata triennale, quadriennale, quinquennale."

Noi Docenti di laboratorio delle scuole secondarie superiori, le chiediamo:

Perché l’impegno che avete preso per una determinata categoria di docenti diplomati, non l’avete esteso a tutte le altre?

Signor Ministro, le vogliamo ricordare che la Legge 3 maggio 1999, n. 124 (in GU del 10 maggio 1999, n. 107) all'art. 5 recita:

"Gli insegnanti tecnico-pratici, anche quando il loro insegnamento si svolge in compresenza, fanno parte, a pieno titolo e con pienezza di voto deliberativo, del Consiglio di Classe. Le proposte di voto per le valutazioni periodiche e finali relative alle materie il cui insegnamento è svolto in compresenza sono autonomamente formulate, per gli ambiti di rispettiva competenza didattica, dal singolo docente, sentito l'altro insegnante. Il voto unico viene assegnato dal consiglio di classe sulla base delle proposte formulate, nonchè degli elementi di giudizio forniti dai due docenti interessati.".

Sperando che le nostre preoccupazioni vengano prontamente smentite da Atti Ufficiali le

CHIEDIAMO

  1. che l’Organizzazione della didattica connessa con l'utilizzo dei laboratori venga ridefinita ed adeguata agli standard europei che prevedono una figura di docente al tempo stesso teorico e pratico: come ci insegna l'esperienza di paesi in cui queste esperienze sono state affontate con meno approssimazione, in questa prospettiva la composizione del gruppo di alunni in situazione di laboratorio non può essere superiore a 15 unità;
  2. che ci venga concessa la possibilità di seguire un percorso di formazione finalizzato alla riqualificazione professionale anche di tipo universitario, purchè compatibile con i nostri impegni lavorativi e di famiglia, tale che ci consenta di avere, qualora non fosse ancora chiaro a tutti, "pari dignità", relativamente alla formazione iniziale, in ottemperanza a quanto richiesto dalla Riforma Scolastica.

Bari, 24 febbraio 2003

Distinti Saluti

Il Coordinamento dei Docenti di Laboratorio della provincia di Bari, in agitazione

(Seguono nr. firme)